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Tre libri finalisti presentati il 2 dicembre alle ore 10.30 agli studenti degli Istituti Superiori del Territorio presso l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Commerciale M. Buonarroti da Domenico Adriano e Andrea Caterini e il pomeriggio alle ore 16.00 agli studenti degli Istituti Comprensivi di Frascati da Claudio Damiani: Viaggio mentre morivo (Aragno) di Sonia Gentili, Gli ospiti delle stagioni (ATì) di Annalisa Manstretta, Oggetto e circostanza (Il Labirinto) di Gino Scartaghiande, raccolgono e rinnovano modi e toni della tradizione, ora spietatamente ora teneramente interrogandosi sul vivere e il morire. L’osservatorio è largo e
doloroso: si chiede all’intelligenza dell’uomo ma insieme al tempo e alle stagioni, agli animali e alle piante e alle cose per cogliere la minima verità fosse anche accecante.
Sonia Gentili insegna Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e collabora col quotidiano “il Manifesto”. Autrice di saggi (si è occupata di temi virgiliani nell’Inferno dantesco, questioni e fonti aristoteliche nella letteratura delle origini, e di vari autori del Novecento), traduttrice, ha pubblicato le raccolte poetiche L’impero e la Gorgone (2007), Parva naturalia (2012) e Viaggio mentre morivo (2016).
Annalisa Manstretta è nata a Stradella nel 1968. Dal 1997 al 2005 è stata redattrice della rivista “La Mosca di Milano”. Ha pubblicato le plaquettes Viaggi (2000) con immagini di W. Xerra, In questo punto esatto della terra (2009) e Lune autunnali (2009). La dolce manodopera (2006) è considerata la sua opera prima; seguono Il sole visto di lato (2012) e Gli ospiti delle stagioni (2016). Suoi testi compaiono in varie antologie.
Gino Scartaghiande, nato nel 1951 a Cava de’ Tirreni (Salerno), è laureato in medicina. Vive e lavora tra Roma e Salerno. Ha pubblicato Sonetti d'amore per King Kong (1977), Bambù (questioni di provincia) (1988) e Oggetto e circostanza (2016) che in un disegno include tutta la sua opera in versi. Sue poesie sono state tradotte in più lingue. Sullo scorcio degli anni Settanta è stato tra i collaboratori di “Prato pagano” e tra i fondatori di “Braci”.

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